Eger: bella e (quasi) sconosciuta

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Eger: bella e (quasi) sconosciuta Fontana di Dobo Istvan Ter

Eger, bella e (quasi) sconosciuta città dell’ Ungheria del nord.

La fontana è di quelle moderne, senza bordi. Si può passeggiare tra i getti se non si ha paura di bagnarsi o se si è bravi ad attendere il  momento giusto in cui tutto si ferma.

Eger Fontana moderna di Dobo Istvan Ter
Uno sguardo indietro nel tempo

All’ alba  di questo secolo ancora non c’era, ma la facciata barocca della chiesa dei Minoriti sullo sfondo, quella si che c’ era.

Questa è una città dove il tempo scorre piano.

Non ci credete?  Guardate queste due foto.

Centro storico di Eger Ungheria

 

Centro storico di Eger Ungheria

Ed ora ditemi, qual è stata scattata in questo secolo e quale nel secolo scorso?

Non è facile lo so, ma se siete curiosi, la risposta la trovate a fondo pagina.

La storia di Eger

Notte tranquilla e senza luna. Dopo i temporali di settembre, un odore di tempo che non è passato invano su questa città costruita proprio dove finisce la grande pianura. O dove iniziano le montagne. Dipende da dove si arriva. E questi punti di vista diversi sono stati parte integrante della storia di Eger, perché il limite tra la grande pianura ed i rilievi è stato spesso un confine. Da difendere o conquistare.

Di qui sono passati i nomadi turchi che abbiamo chiamato Unni, e tre secoli dopo le truppe ottomane.

Per tutti, Eger era lo sbocco verso i verdi pascoli della pianura magiara.

Tramonto nella puszta

L’ assedio di Eger è una famosa pagina di storia ungherese. Nel 1552, per un mese, duemila soldati ungheresi comandati da István Dobó, resistettero all’ assedio di un esercito di centomila uomini turchi. Alla fine gli aspiranti invasori tolsero l’ assedio, ma tornarono 44 anni più tardi e stavolta non fallirono l’ impresa.

Il castello che fu teatro della tenace resistenza ungherese è ancora lì, su una collina da dove si gode un bel panorama della città.

Eger: bella e (quasi) sconosciuta
Panorama di Eger dal castello
La dominazione turca

I Turchi rimasero ad Eger per quasi un secolo, ed hanno lasciato tracce evidenti.  Dalle terme al minareto (il più settentrionale dell’ Impero Ottomano) che si alza incongruo in pieno centro, ormai orfano della sua moschea e da dove ancora, tre o quattro volte all’anno, parte il canto del muezzin. Il controcanto arriva dalla chiesa di Sant’Antonio, quasi di fronte, dove un carillon segna le ore tre volte al giorno.

Eger: bella e (quasi) sconosciuta
Il minareto di Eger e la luna
Eger: storia, architettura e buon vino

Eger è una piccola isola di storia, architettura e buon vino, troppo poco conosciuta rispetto alla sua bellezza.

Barocco esuberante nelle chiese, secoli di storia e di assedi nelle pietre del castello i gialli delle facciate ed il grigio delle statue formano uno splendido contrasto per chi si avventura tra le stradine acciottolate del centro storico che offrono il classico scenario per turisti, bar e negozi di souvenirs, ma mantengono il loro fascino antico ed un po’ ritroso.

Eger: bella e (quasi) sconosciuta
Eger Chiesa dei Minoriti e fontana moderna di Dobo Istvan Ter di notte

Al tramonto, poi, la malìa aumenta in piazza István Dobó. La luce è perfetta e la moderna fontana s’ illumina con i suoi giochi d’acqua.

Vini di Eger
La Valle delle Belle Donne

Dappertutto ci sono negozi di vini:  Eger è la patria del vino ungherese, eccezion fatta per il Tokaj, che è un discorso a parte.

 Le cantine sono quasi tutte concentrate in una piccola valle ai bordi dell’ abitato, che porta un nome suggestivo: Valle delle belle donne (in Ungherese però il nome è praticamente impronunciabile: Szépasszony-völgy!).

Da qui sale verso la città un sentore di fresco e di uva pigiata. 

Il risultato della vendemmia. Eger. Valle delle belle donne Szépasszony-völgy

E’ tempo di vendemmia ed il raccolto si concentra proprio nella Valle delle Belle Donne. Arrivano in continuazione i trattori carichi di grappoli che verranno trasformati in mosto e resteranno ad invecchiare nelle cantine scavate direttamente nel tufo delle colline.

Il vino rosso di gran corpo chiamato Egri Bikaver che è un po’ il simbolo della città., si produce proprio qui.

Ma nel corso degli anni la produzione si è ampliata e diversificata e sono comparsi anche i primi vini bianchi (Egri Csillag, Stella di Eger).

Vendemmia ad Eger. Valle delle Belle Donne Szépasszony-völgyVendemmia ad Eger. Valle delle Belle Donne Szépasszony-völgyVendemmia ad Eger. Valle delle Belle Donne Szépasszony-völgy

In autunno l’ atmosfera nella valle è più indaffarata del solito, e c’è meno tempo da dedicare ai turisti, che non sono pochi neanche in questa stagione.

I vitigni attorno alla città

Se la ressa non fa per voi, inforcate una bici oppure procuratevi un’ auto e guidate fuori città verso le colline che un tempo furono la protezione di Eger e contemporaneamente la sua maledizione e che  oggi sono una distesa di viti senza soluzione di continuità. 

Vigneti di Eger

Dirigetevi verso Nord-Est per pochi chilometri fino a raggiungere una collina ricoperta di vigneti: è il territorio del Grand Cru del vino di Eger, il luogo dal quale provengono le migliori bottiglie di Egri Bikaver. Qui c’è spazio per lunghe passeggiate nel silenzio, circondati dai caldi colori dell’ autunno che contrastano con il porpora cupo dei grappoli ed è facile dimenticarsi del turistificio attorno. E se capitate nel momento giusto potrete anche assistere alle operazioni di vendemmia.

Uva di Eger Egri Bikaver

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P.S.: Aspettavate una risposta vero?

 La foto più vecchia, quella risalente al secolo scorso, è quella in alto.

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1 thought on “Eger: bella e (quasi) sconosciuta

  1. Karen Gough says:

    It’s great to see your beautiful photos again! Our family went to South Africa last June. You can see my blogs about the trip at The Footloose Scribbler under the South Africa category. My son took many of the wildlife photos.

    Rispondi

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