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Ocrida, perla di lago

Innanzitutto, la bandiera macedone secondo me è una delle più belle che ci siano.È un sole giallo in campo rosso.Ad Ohrid (Ocrida in Italiano) due megabandiere macedoni sono visibili un po’ da ogni angolo. Una sorge proprio sulla sommità della collina della città vecchia, e l’ altra al limite del porto. Ocrida ed il suo lago, patrimonio UNESCO Ocrida, è una bella città antica, e sorge sulle rive del lago che porta il suo nome. Un lago enorme e profondo, che dicono sia il più antico d’ Europa, con un’ età di oltre un milione di anni. Entrambi, la città

5 of the most beautiful wooden churches of Maramures, Romania

A lot of green around, many hills and a church made completely of wood.  You could think you’re in Norway, but no! You’re much more south: Maramures is a poor, agricultural region of Northern Romania, stretched between the mountains and the Ukrainian border. Maramures Maramures is an interesting area: it still holds ancient rural habits and has beautiful landscapes. In one of its tiny villages, Viseu de Sus, starts its way Mocănița. It’s a narrow-gauge railway built in 1932 and still operational with steam and diesel locomotives to transport wood from uphill to the plant down in the valley. The railroad

Maramures: carri, cavalli ed internet

“Questo è proprio il vero, profondo Maramures” mi confida Daniel mentre volge a me il suo sguardo, distraendosi dal panorama. Maramures Splendidi prati e fienili nel silenzio; gli alti Carpazi sfumano bluastri a distanza nella nebbiolina del primo mattino. Daniel, fotografo di Bucarest, ama davvero queste vallate parallele divise da colline verdissime che d’ autunno sono costellate di covoni di fieno. Ci viene spesso, grazie alla sua attività di fotografo per la Mocăniţa, ed è così che l’ ha scoperto, innamorandosene. Il Maramures è l’ angolo dimenticato della Romania. Una delle sue regioni più povere ed isolate, sulla quale il

5 Beautiful Things To See In Eger, Hungary

Eger is a beautiful historical town in northern Hungary. It’s relatively less known than other Hungarian touristic attractions. And that’s good because it’s not exploited by too much crowd. But at the same time, it’s a pity, because such beauties should be more enhanced Less than two hours (both by car or train) from Budapest, it lies on the edge of the crowded tourist routes. Yet it is a pleasant town, with many things to see. Baroque buildings and churches, the amazing old town, the spas, the wine cellars. Many have ruled over Eger, from Mongols to Turks to Austrians.

Lo spettacolo del tramonto a Zara: il Saluto al sole

Il più bel tramonto del mondo? Il tramonto, a Zara, è uno spettacolo. Alfred Hitchcock, che di immagini se ne intendeva, usava dire che dalla riva zaratina si può godere del più bel tramonto al mondo.  Ma dai tempi del maestro del thrilling qualcosa è cambiato, non solo nel cinema. Quando è sera a Zara, ed il sole si avvicina all’ orizzonte, il mare, il cielo e la terra di fondono in uno spettacolo psichedelico che non ha uguali, capace di unire i colori della tecnologia a quelli del tramonto in un unico spettacolo. Il waterfront della città dalmata non

Una Grecia non convenzionale: Prespa

Bisogna venirci proprio apposta qui. Superare le mille e anta gallerie della nuova autostrada, meravigliarsi davanti ai cartelli di pericolo attraversamento orsi, salire fino ai 1200 metri epirioti dai quali finalmente si vedono per la prima volta i laghi Prespa, che fino ad oggi erano solo un nome sul blu della carta geografica. Ma come raccontava Annemarie Schwarzenbach i nomi sono molto più che indicazioni geografiche, i nomi sono suono e colore, sogno e ricordo, mistero, magia. E non è disincanto quello che si prova, ma piuttosto l’inizio di un processo meraviglioso, quando un giorno li ritroveremo, carichi di splendore

Zadar psychedelic sunsets

When the sun goes down in Zadar, the earth and sky melt together at the horizon. They share the same colours in a fantastic psychedelic show. Alfred Hitchcock, who was a connoisseur, used to say that from Zadar’s waterfront one can enjoy the most beautiful sunset of the world. But since the times of Mr Hitchcock, many things changed, not only in the field of movies. Greetings to the sun The new waterfront of the Dalmatian city is a great place for a stroll with a view. But not only. It also hosts a couple of modern art structures. Made

Gli ombrelli multicolori di Ferrara

D’ estate,  l’ ombrello non è la prima cosa a cui pensi. Vuoi soltanto toglierti dalla mente le giornate piovose passate e quelle che verranno. Neanche ti viene in mente che l’ ombrello non ripara solo dalla pioggia, ma anche dal sole. Io me ne dimentico sempre, ma Cinesi e Coreani lo sanno perfettamente. Quante ne vedi girare con l’ ombrellino nei 30/35 gradi di Roma o di Venezia. Ma non e’ di questo che voglio parlare. E’ di ombrelli invece che voglio parlare! Che colore vi viene in mente quando pensate ad un ombrello? A me il nero. Ecco,

Vicolo Squallore

C’è un paese al mondo dove le strade hanno nomi da Monopoli. Sono senza uscita ma non terminano con un semplice muro, bensì con un ameno angoletto che è allo stesso tempo il retro di una chiesa ed una bottiglieria. Vicolo Squallore. Niente male come nome eh? Roba che al confronto il Vicolo Corto ed il Vicolo Stretto del Monopoli sembrano quartieri residenziali. Ma esiste veramente, Vicolo Squallore, sapete? A Modena, in pieno centro. Una piccola traversa della via Emilia, che passerebbe inosservata se non fosse per la targa con un nome così particolare. Non è peraltro un vicolo qualunque,

Primavera a Conca dei Marini

Aria di primavera oggi a Conca dei Marini. Forse non tutti saranno d’ accordo con me, ma io sono convinto che i posti più belli della Costiera Amalfitana non sono quelli sul mare, ma quelli sopra il mare: Ravello, Conca dei Marini, Furore, Tramonti, Raito. E’  come stare in elicottero e assaporare la vista della Costiera Amalfitana. Niente piedi sporchi di sabbia, niente code lungo le curve della statale. L’ aria è più fresca anche d’ estate. Più pura. Meno confusione. La vista, poi, quella è spettacolare. Sopratutto se, come oggi, di foschia ce n’è poca e lo sguardo può

La (sostenibile) leggerezza del ferro

È un fantasma ad accoglierci. Una forma evanescente, che sembra appena abbozzata. I raggi del sole che cala la attraversano senza difficoltà. Eppure è solida, solida come il ferro di cui è fatta. E’ un fantasma ma non sembra minaccioso; è lì per custodire la chiesa, che già si intravede. E’ una chiesa della stessa materia del fantasma: tonnellate metalliche attraversate dalla luce radente del tramonto. La (sostenibile) leggerezza del ferro. Si distinguono agevolmente le colonne, i capitelli, le capriate del tetto. E si distingue perfettamente il cielo, dietro. Il fantasma mi lascia passare senza difficoltà. Non c’è neanche bisogno

Everyday life of a plain West Ukrainian village

Solotvyno is just a West Ukrainian village, on the banks of the river Tisza, right at the border with Romania. Perfect location to investigate plain Western Ukrainian lifestyle, I thought, and that’s why I visited it. A bridge in the outskirts of the village links the two banks of the Tisza river, thus connecting Ukraine with Romania. This was my entry point to the country. Solotvyno, where is it? The village is on the edge of history and geography one could say. But in Central Europe what appears isn’t always the whole of the image. There are hidden streams of

La Spoon River europea

Cerbero rabbonito All’ ingresso del regno dei trapassati c’è sempre un Cerbero, ed anche nel caso del Cimitero Felice di Săpânţa non si fa eccezione: un anziano signore abbaiante dal buio del suo bugigattolo chiede con gesti imperiosi il pagamento dell’ obolo. Ma per pagare ho bisogno di Lei rumeni e non ho ancora fatto in tempo a cambiare. “Bancomat!” mi ringhia il cerbero indicando un punto impreciso alle sue spalle. Allora mi incammino fiducioso sotto la pioggia che continua a scendere da ore e ritorno praticamente nel centro del paese. Chiedo informazioni ad un signore che sta spazzando il

Il Circolo di Conversazione, una scheggia di Inghilterra in Sicilia Meridionale

Esiste un posto al mondo, esclusivo ed inaccessibile. Un posto al mondo per il quale farei pazzie. Il Circolo di Conversazione di Ragusa è stato costruito nel 1805, quando quattro tra le più notabili famiglie di Ragusa Ibla decisero di regalarsi un posto dove riunirsi e conversare, appunto, lontani ed isolati dal resto dei popolani. E’ un edificio ad un solo piano in stile neoclassico, praticamente disadorno – nonostante le sue colonne e bassorilievi – a confronto del magnifico barocco che lo circonda. Ma non è la struttura del fabbricato ad essere interessante, quanto piuttosto ciò che la muratura nasconde.

Photographer of the Day: Giuseppe Maria Galasso

Photographer of the Day! It was a nice start of the week! It was a boring Monday morning, I was barely awake, still thinking of how to get ready for the week, when my RSS feeder showed me this: together with a beautiful review of my image written by Ms. Susan Kanfer: Giuseppe Maria Galasso transports us to a destination in our dreams. The Pier is not of this world. Straight edged and symmetrical, it floats within the ethereal glow of soft water and sky. And yet within the dream, everything seems purposeful. The sculpting of the light, the pink ribbon

L’ Isola delle Correnti: a Sud di Tunisi, ancora in Italia

Giù, giù, giù fino alla punta estrema della Sicilia, e poi ancora verso Sud, a piedi lungo una passerella di pietra che emerge solo con la bassa marea. E che spesso il mare porta via. Ed alla fine, finalmente eccoci. Abbiamo poggiato i piedi sull’ Isola delle Correnti, il punto più meridionale d’ Italia. Siamo più a Sud di Tunisi, praticamente all’ altezza di Algeri eppure siamo ancora in Italia. Qui, in questo silenzio, si incontrano i venti e si scontrano le correnti di due diversi mari. Non c’è nessuno, più deserto del deserto della Tunisia. Se volete trovare compagnia, qui

The white zone – 2014

I decided to follow Julieanne Kost’s advice and started to create slideshows of my best pictures for every year; Ms Kost calls it The White Zone, and I do follow! My first attempt regards 2014 when I started again photographing regularly after some years mostly spent watching our newborn daughter growing up. Some of the photos are just family snaps, but I like to have them together with the others. Hope you like the slideshow!

Attraverso i paesaggi sanniti

Poco fuori l’incantevole Benevento, a Nord ovest della stazione principale, un vecchio tratto di ferrovia dismessa è stato trasformato in un percorso no-engine: fruibile da qualsiasi mezzo privo di motore. E quindi anche da pedoni e runners! Il percorso parte da Benevento ed arriva alla vecchia stazione di Vitulano-Foglianise. Riuscire a trovare il punto di partenza non è facilissimo, perchè le indicazioni sono poche e solo quando ormai si è giunti nei pressi del percorso.  Il fondo è di un materiale elastico adatto ai joggers, direi tartan ma non ne sono sicuro. La lunghezza è di circa sei chilometri e

Jugonostalgija

The country that once was called “Yugoslavia” disappeared from the maps at the end of last century and after a cruel war. Outside the former Yugoslavian area, nothing of it remains on maps, just a trace on the history texts. But the “Made in Yugoslavia” Zastavas still run the roads of the new countries that once were federate republics of Yugoslavia, with new plates and old spare parts. And the word “Yugoslavia” is still an evident presence in many houses of Croatia, Slovenia, Serbia, Bosnia and Herzegovina, Kosovo, Macedonia and Montenegro. They call it Jugonostalgija….

Danzando sulla frontiera

Giocare con i confini mi è sempre piaciuto. Sin da quando ero bambino. Seguire le righe tratteggiate sulle tavole di un atlante, inscenare invasioni e ritirate o sognare di occupare un paese con un solo piede, come fece davvero una volta mia nonna alla sbarra triestina che divideva l’Italia dalla Jugoslavia. Solo che a quei tempi i confini erano una cosa seria. Garitte e filo spinato. Attese in coda con il passaporto in mano per ottenere il necessario visto. E sempre un po’ di batticuore. In fondo li costruivano apposta così i confini. Per intimorire. E questo quando la frontiera