Memorie del mare: La tonnara di Favignana

Le ciminiere pendono. Pendono verso l’esterno come i minareti del Taj Mahal. Se questi fossero crollati, non si sarebbero abbattuti sulla cupola sotto la quale riverbera il ricordo dell’ amatissima moglie del gran Mogol. Se invece dovessero crollare le ciminiere, finirebbero a mare e non sui tetti dello stabilimento. Non so se anche questa pendenza è voluto o è solo un effetto del tempo e della salsedine, ma l’ effetto che fa è quello di far assomigliare anche l’ antica tonnara Florio di Favignana ad un mausoleo, un memoriale laico di un’ attività strettamente legata al ciclo della natura ed

Dentro Favignana

Oltre il buio della galleria, poco più alta di me e scanalata dai segni delle mannare, la luce è fioca, di una profonda tonalità aranciata. Che colore singolare: è pieno mattino e davanti agli occhi ho la luce del tramonto. Sono all’ interno di una delle centinaia di cave di tufo di Favignana (ne sono state mappate 187). Enormi camere scavate a mano nella calcarenite sono divise da pilastri che di solito sono fatti di pietra più dura o meno pregiata. A volte invece sono di pietra di buona qualità, ma bisognava comunque lasciarli per garantire la stabilità dei cunicoli.