Pendenti

La Tonnara di Favignana: Tra storia, tradizione e sostenibilità

Le ciminiere pendenti Le ciminiere pendono. Pendono verso l’esterno come i minareti del Taj Mahal. Se questi fossero crollati, non si sarebbero abbattuti sulla cupola sotto la quale riverbera il ricordo dell’ amatissima moglie del gran Mogol. Analogamente, se le ciminiere della tonnara di Favignana dovessero crollare, finirebbero nel mare, anziché sui tetti dello stabilimento. …

Kovaci memorial

Sarajevo è un pugno in faccia

Una visita a Sarajevo è come un match di pugilato, dove tu hai il ruolo di sparring partner da prendere a pugni in faccia. Il primo che ti becchi è il ricordo della tragedia di fine secolo scorso: l’ assedio, i cecchini, la guerra e le sue devastazioni. Non è necessaria tanta memoria, ci sono …

Piazza della Transalpina Gorizia

Danzando sulla frontiera

Giocare con i confini mi è sempre piaciuto. Sin da quando ero bambino. Seguire le righe tratteggiate sulle tavole di un atlante, inscenare invasioni e ritirate o sognare di occupare un paese con un solo piede, come fece davvero una volta mia nonna alla sbarra triestina che divideva l’Italia dalla Jugoslavia. Solo che a quei …

Acciaroli: il barbiere fotografo

Ad Acciaroli, un piccolo borgo marinaro del Cilento, ho finalmente incontrato il barbiere che nascondeva un segreto straordinario. È da tempo che credo di aver sfiorato il segreto dei barbieri; personaggi strambi, amanti delle parole, spesso innamorati del (loro) passato e restii ad accogliere i cambiamenti. Conosco barbieri in provincia che hanno ancora in negozio …

Apice, ghost town nostrana

Apice Vecchia non è una città fantasma come quelle del Far West americano. Borghi sperduti e disabitati fatti di case di legno e strade polverose. È molto più inquietante. E’ un intero paese dove il tempo si è fermato di colpo, un martedì sera d’agosto, alle 19:30. Ghost town nostrane In Campania, la regione dove …

Terremoto Irpinia 1980: Foto e Racconto di un Sopravvissuto

Quarantacinque anni fa, il 23 novembre del 1980, il terremoto Irpinia scosse la terra per novanta secondi. Devastò una porzione d’Italia grande quasi quanto il Lazio e cancellandola in gran parte dalla carta geografica. Presentò un conto di tremila morti, duecentoottantamila senzatetto, novemila feriti. Strade spaccate ed impercorribili, ferrovie danneggiate, stazioni crollate, linee elettriche fuori …