Ikateq, population one

Roughly diamond-shaped, Angmassalik island, off the coast of Eastern Greenland, is 40 km long and 30 km. wide. It’s a mountainous island of granite polished by ice, with many small valleys modelled by the glacial erosion. Only the tops of the mountains are often sharp. Obviously, in the past they were Nunataq: this Inuit term refers to a mountain peak that rises from the ice sheet. And even to an evil person. The sea that separates Angmassalik island from the mainland creeps in form of fjords of various sizes. By sailing with a small boat, it takes a whole day to make the tour of the island. First, you

Il batterista sotto il sole di mezzanotte

I bambini inuit giocano da soli in queste giornate estive, calde e senza notti. Tra gli Inuit il tipo di rapporto che si instaura tra adulti e bambini è piuttosto differente rispetto a quello che caratterizza il mondo occidentale. I bambini sono molto amati e coccolati, ma raramente restano attaccati alle gonnelle della mamma: godono anzi di una notevole indipendenza fin dalla più tenera età. Possono molto frequentemente decidere in modo autonomo come agire e come occupare il proprio tempo e dispongono anche di una certa libertà nel trascorrere le giornate o la notte presso parenti o amici. Questo tipo

Le case sulla roccia

C’è un particolare aspetto dei paesaggi artici antropizzati che mi ha sempre colpito, sin da quando, bambino, sfogliavo gli atlanti e sognavo; e no, non sono gli iceberg ed i ghiacciai o la assoluta mancanza di alberi. Si tratta del fatto che le case sono costruite sempre direttamente sulla roccia. A Tasiilaq gran parte delle abitazioni sono realizzate nei pressi del mare, su una serie di piccoli rilievi di granito appiattito dalle glaciazioni ma tuttavia durissimo da lavorare. Il paese sorge in una conca che da un lato digrada lentamente verso il litorale del fiordo e dall’ altro si innalza

Ammassalik, il lato nascosto della Groenlandia

La mostra Se i miei racconti dell’ Artico hanno acceso in voi almeno un briciolo di curiosità su quelle terre remote e sull’ affascinante cultura inuit. Se abitate nelle vicinanze di Courmayeur. Oppure se avete progettato una settimana bianca in Valle d’ Aosta, vi consiglio di non perdervi l’ interessantissima mostra Ammassalik – il lato nascosto della Groenlandia. Verrà inaugurata il 24 dicembre al Museo Alpino Duca degli Abruzzi di Courmayeur, e ospiterà, anche una serie di fotografie realizzate dal sottoscritto assieme ad altri splendidi scatti di fotografi che hanno avuto la fortuna di visitare quelle terre remote.La mostra sarà

La valle dei fiori

Poco fuori Tasiilaq. Ai limiti del ghiaccio perenne. In una delle zone più desolate ed inospitali del mondo. Qui l’ inverno dura nove mesi e per sei mesi la luce del sole è un pallido ricordo dell’ anno precedente. Eppure qui c’è la Valle dei Fiori. E’ una valle glaciale lungo la quale scorre un torrentello cortissimo, ma così corto che lo abbiamo risalito tutto, dalla foce, nel porto di Tasiilaq, alla sorgente, che è poi un lago di fusione. Sarà pure corto, ma è full optional: ci sono due cascate molto pittoresche ed un’ ansa dove l’ acqua scorre

La pelle dell’ orso

L’ ho vista per caso, perché stavo fotografando i cani da slitta e guardavo verso il basso. Lei invece era sul tetto della sua casa e stendeva la pelle dell’ orso per farla seccare. Qui la pelle dell’ orso appartiene a chi ha avvistato per prima l’ animale e non a chi l’ ha ucciso. Evidentemente in quella casa abita qualcuno con un’ ottima vista. L’ orso bianco, in realtà è nero. Ve ne accorgete guardando il muso e le zampe, le uniche zone del corpo che non sono completamente ricoperte dai peli: sono nere. Sono i peli a dare

La baia degli iceberg spiaggiati

La marea sale e scende nel fiordo di Re Oscar, e nel suo oscillare lascia centinaia di prigionieri. Sono pezzi di ghiaccio avvicinatisi troppo a riva. Ora, con il calare del livello del mare si ritrovano a secco e formano la baia degli iceberg spiaggiati. Sono lì immobili e mostrano tutti i 9/9 del loro essere e non le solite minoranze emergenti e tutto il resto nascosto dall’ acqua. Sono ciò che rimane del freddo dell’ inverno sul fiordo. Ma a differenza degli iceberg, che sono vere e proprie montagne di ghiaccio, sono frammenti con una forma particolare, quasi un

Tasiilaq ed il suo fiordo

(Questa è la seconda puntata. L’ inizio della storia è qui ) Visto dall’ alto di uno dei colli dove sorge l’ abitato di Tasiilaq, in un giorno di sole il Kong Oskar Havn appare calmo ed azzurrino, punteggiato di schegge di ghiaccio. Lo si direbbe quasi un lago glaciale. Ed infatti il nome di questo villaggio in lingua inuit significa Come un lago. Ma se scendiamo lungo il fianco della collina ed arriviamo fino sulla riva, possiamo agevolmente verificare che quell’ acqua è salata. Tasiilaq si bagna infatti nelle acque di una baia dall’ imboccatura molto stretta che da

Groenlandia – Il fascino dell’ Artico

Prima puntata di questo racconto. La seconda è qui Atterrare in Groenlandia Orientale è un’ esperienza emozionante. 100 chilometri a Sud del Circolo Polare Artico, 300 chilometri ad Ovest dell’ Islanda, ultimo lembo Occidentale d’ Europa o forse primo lembo orientale del continente americano, dipende anche dai punti di vista. Ma il bello arriva sicuramente dopo, con una luce di qualità unica, e panorami nuovi e stranianti. Kulusuk – con il suo minuscolo aeroporto con la pista in terra battuta e panorama direttamente sui ghiacci – ci dà il benvenuto con cielo grigio e nubi basse, una pioggerellina fine che