Ammassalik – il lato nascosto della Groenlandia, una mostra a Courmayeur

La locandina della mostra

 

Se i miei racconti dell’ Artico hanno acceso in voi almeno un briciolo di curiosità su quelle terre remote e sull’ affascinante cultura inuit, se abitate nelle vicinanze di Courmayeur o se avete progettato una settimana bianca in Valle d’ Aosta, vi consiglio di non perdervi l’ interessantissima mostra Ammassalik – il lato nascosto della Groenlandia, che verrà inaugurata il 24 dicembre al Museo Alpino Duca degli Abruzzi di Courmayeur, e che ospiterà, anche una serie di fotografie scattate dal sottoscritto assieme ad altri splendidi scatti di fotografi che hanno avuto la fortuna di visitare quelle terre remote.
La mostra sarà integrata da schede informative sulla realtà geografica e sociale della Groenlandia Orientale e da una serie di pannelli che riportano citazioni degli abitanti del luogo, che raccontano in prima persona la loro vita ad Ammassalik.
Le citazioni sono state raccolte da Robert Peroni, un personaggio straordinario: di origini altoatesine, sulle spalle un bel po’ di decadi ottimamente portate, in gioventù ha studiato medicina, è stato guida alpina ed esploratore. Ha vissuto in Tibet; poi un giorno di 30 anni fa è arrivato in Groenlandia per una spedizione e non è mai più tornato indietro; si è stabilito a Tasiilaq, dove ha finanziato ed aperto la “Red House”, la Casa Rossa che è allo stesso tempo albergo e centro di assistenza per la popolazione locale. Presso la Casa Rossa pernottano e mangiano i viaggiatori che si avventurano fin qui (anche noi lo abbiamo fatto), viene organizzata la logistica e l’ assistenza delle spedizioni, ma soprattutto si offre lavoro e nuove prospettive di vita ai giovani inuit.

La facciata della casa rossa

La principale fonte di reddito degli abitanti della Groenlandia Orientale è sempre dipesa dalla vendita delle pelli provenienti da una caccia effettuata ad esclusivo uso alimentare. Il bando al commercio di pelli di foca e di orso ha creato profondi danni alla comunità di Ammassalik. Ad eccezione dei pochi fortunati che hanno un’ occupazione negli uffici pubblici, nella manutenzione delle infrastrutture o nelle scarse attività commerciali, per gli altri la mancanza di lavoro e la perdita delle radici culturali sono un mix esplosivo che scava profondamente nell’ animo e li riduce spesso sotto la soglia di povertà, costretti a ricorrere al sussidio di disoccupazione elargito dal governo danese: emigrazione, disoccupazione e umiliazione per il sussidio, combinate alla perdita dei modi di vivere con cui sono stati educati e cresciuti, danno origine, specialmente fra le giovani generazioni, a numerosi e gravi problemi. Alcoolismo, depressione e un tasso di suicidi paurosamente alto sono all’ordine del giorno.
Ma se qualcuno vuole abbandonare questa strada di disperazione, non ha che da bussare alla porta della Casa Rossa e Robert Peroni gli offrirà un lavoro, gli insegnerà a guidare le spedizioni, ad essere guida per i turisti, lo istruirà personalmente nell’ arte della cucina fusion inuit: la sua idea è infatti quella di trapiantare le ricette della cucina italiana in Groenlandia, utilizzando ingredienti tipici del posto. E così il piatto forte a cena può essere il narvalo stufato con polenta, la foca, o un arrosto di orso bianco o ancora il bue muschiato alla pizzaiola.
Robert è sempre stato e resta un tipo fuori dall’ ordinario: è forse l’unico essere umano ad aver attraversato la Groenlandia da solo e senza assistenza: 1.400 chilometri, 88 giorni a piedi sul ghiaccio. Per gli abitanti della Groenlandia Orientale ha fatto tantissimo, e continua a farlo tanto che nel 2007 gli Inuit sono stati unanimi nel candidarlo (naturalmente senza successo) al premio Nobel per la pace per il suo impegno a favore della popolazione locale e dall’ unione priva di prevaricazioni delle due culture, quella inuit e quella europea.

Questa interessante iniziativa è stata curata da Ottorino Tosti, speleologo e coordinatore del progetto ItaliAmmassalik per la conoscenza, la valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio culturale tradizionale degli Inuit dei villaggi del distretto di Ammassalik.
Si tratta di un associazione di volontari (ed anche io sono onorato di aver iniziato a collaborare con loro) che mira alla realizzazione di interventi di immagine e comunicazione, di conoscenza del territorio, di promozione per lo sviluppo del turismo, finalizzati a garantire alla popolazione locale il diritto di progredire nel mondo moderno con fiducia e autostima, rinsaldando i legami con la propria terra, le proprie tradizioni, i propri usi e i propri costumi.
Il progetto mira a creare un rapporto di salda collaborazione e di reciproco scambio Italia-Ammassalik-Italia attraverso la creazione di una rete di soggetti che operino in maniera sinergica e continuativa a diffondere la conoscenza degli Inuit di Ammassalik per mezzo della realizzazione di materiale multimediale, mostre documentarie, convegni, pubblicazioni, missioni etnografiche, antropologiche e geografico-esplorative; un altro obiettivo è quello di promuovere, dare sostegno e collaborazione al miglioramento dell’offerta turistica, collaborando con la Red House di Robert Peroni, e, nei villaggi più remoti, dove non esistono punti di accoglienza, individuando le case private che potrebbero essere messe a disposizione per alloggiare gruppi di turisti e preparandole per un’accoglienza di tipo guest-house. La permanenza presso una famiglia aiuta a conoscere la gente del posto, la cucina tipica locale, e l’ospite può, all’occorrenza, introdurre lui stesso gli ospiti alla conoscenza dei luoghi.
Il progetto intende inoltre collaborare nella formazione professionale di guide e accompagnatori turistici.

La mostra –che resterà aperta sino al prossimo 30 aprile – sarà presentata il prossimo 28 dicembre nel corso di una manifestazione che si terrà alle ore 18 nel Jardin de l’ Ange, nel cuore di Courmayeur.

E se qualcuno di voi si troverà davvero da quelle parti il 28 dicembre o nei giorni della mostra e vorrà scattare delle foto da inviarmi via mail, ne sarei davvero contento: per motivi di famiglia, infatti, non potrò essere presente alla presentazione ed all’ inaugurazione e mi piacerebbe mantenere un ricordo fotografico di questa bella iniziativa.

 

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