
Tasiilaq, Groenlandia Orientale: iceberg abbandonati sulla spiaggia dalla marea calante.
La marea sale e scende nel fiordo, e nel suo oscillare lascia centinaia di prigionieri. Sono pezzi di ghiaccio avvicinatisi troppo a riva. Ora, con il calare del livello del mare si ritrovano a secco e formano la baia degli iceberg spiaggiati. Sono lì immobili e mostrano l’interezza del loro essere e non le solite minoranze emergenti e tutto il resto nascosto dall’ acqua.

Prigionieri della sabbia
Sono ciò che rimane del freddo dell’ inverno sul fiordo. Ma a differenza degli iceberg, che sono vere e proprie montagne di ghiaccio, sono frammenti con una forma particolare, quasi un disco volante, rastremato lungo la linea di galleggiamento, lì dove l’ acqua ha prodotto la sua erosione.

Spettacolo surreale questi pezzi di ghiaccio bianchi e azzurri arenati sulla spiaggia bruna. Prigionieri della sabbia, mentre siamo abituati ad immaginarceli liberi, ingovernabili, in balia delle correnti. Li vedi sgocciolare sulla sabbia stille di disgelo, in attesa che la marea monti e un particolare gioco di correnti e di venti li porti verso il mare aperto. In questo tempo sospeso, a volte si disfano, ed i frammenti precipitano con un tonfo secco.

Il ciclo delle maree
Puoi salirci sopra e starci in equilibrio. I cani da slitta renderebbero più giallo il loro blu traslucido se solo le loro catene fossero un tantino più lunghe.
Poi la marea monta e torna la normalità del ghiaccio che galleggia e chissà se domani il vento e le correnti lo avvicinerà così tanto alla costa da rimanere imprigionato di nuovo.

Ancora voglia di Groenlandia?
Ecco un altro articolo: Tasiilaq, Il fascino dell’Artico
Se invece hai solo voglia di fotografie, le mie foto della Groenlandia sono qui.
Questa è solo una delle storie dalla Groenlandia
“La baia degli iceberg spiaggiati” fa parte del libro “Ventisette giorni e tre notti”, il mio reportage completo dalla Groenlandia Orientale .
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