La magia di Aleppo (prima della guerra)

Il fascino del Medio Oriente, della sua storia, delle sue genti, l’ emozione che si prova a passeggiare per le strade di una delle città più vecchie della storia, proprio lì dove la civilizzazione umana ha avuto inizio. Aleppo, città del sapone all’ olio d’ oliva e degli hammam.

Due sono i luoghi da dove promana maggiormente la magia ed il fascino di Aleppo: il vecchio souq  e Al-Jdeida.

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Quest’ ultimo è il quartiere cristiano, una sorta di cuscinetto tra la città antica e quella moderna; strade strette e fiancheggiate da altissimi muri di pietra. In questi veri e propri canyons viari, la luce del sole – nelle giornate senza nuvole – entra tagliente e decisa, ritaglia ombre impenetrabili e si riflette sui lampioni, creando interessanti giochi di luce. Le mura nascondono gli splendidi interni delle ricche case del quartiere, quasi sempre impenetrabili ad occhi estranei. Se anche un portone si apre all’ improvviso, non c’è materialmente il tempo per rubare immagini fotografiche e bisogna accontentarsi di ciò che resta sulla retina. Ma in questi vicoli la ressa è poca, l’ affollamento è minore rispetto al souq, c’è il tempo per “pensare” le inquadrature, ponderare l’ esposizione, spesso difficile a causa dei forti contrasti.

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Il vecchio souq – invece –  è un vero e proprio labirinto di vicoli coperti, antichi caravanserragli e moschee, raggomitolato alla base della collina sulla quale sorge la poderosa cittadella. Chilometri e chilometri di negozi e bancarelle sempre affollatissimi, di vicoli pieni di gente, biciclette, carretti, asini e motorini; la meraviglia di una prossemica sconosciuta ed eccessivamente intima. L’ inquietudine che nasce dall’ incrociare gli occhi di una donna che solo gli occhi mostra: privi di ogni altro riferimento espressivo, crediamo di precipitare nel profondo di quelle iridi, ma soprattutto è forte la sensazione reciproca di essere frugati nel profondo dell’ intimo, senza barriere protettive.

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Il souq è un laboratorio di umanità varia, una fonte inesauribile di soggetti fotografici, tutti con la loro peculiare difficoltà, perché si tratta di effettuare riprese in un ambiente mediamente scuro e molto contrastato perché alle ombre profonde dei recessi meno illuminati si contrappone la luce cruda delle lampadine non schermate dei negozi e quella solare che filtra dalle aperture.

E’ necessario dunque alzare gli ISO ed essere molto precisi con l’ esposizione, calibrandola sul reale soggetto della fotografia, lasciando che il contorno resti sovra o sottoesposto.

In postproduzione, poi, è spesso stato necessario aprire le ombre e/o schermare le alte luci.

In alternativa, quando era possibile recuperare un supporto anche di fortuna per la fotocamera, ho provato a scattare in bracketing per processare successivamente le immagini in HDR.

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C’è poi da considerare il bilanciamento del bianco, particolarmente difficoltoso perché ci troviamo di fronte contemporaneamente due se non tre sorgenti luminose diverse: le lampadine ad incandescenza, quelle fluorescenti e la luce solare, ognuna con la sua peculiare temperatura di colore. Molto spesso è impossibile, neanche scattando in RAW e calibrando il bianco con uno specifico software, ottenere un bilanciamento perfetto, ed allora è preferibile, seguire la nostra memoria visiva, che ci suggerisce che la luce delle lampadine al tungsteno può essere rossastra e la luce solare più blu e fredda. Si creano in questo modo anche interessanti contrasti cromatici.

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Un’ ulteriore difficoltà è data dall’ affollamento che non ti permette di scegliere l’ angolo di ripresa e di studiare l’ inquadratura. E’ di conseguenza obbligatorio l’ uso di un grandangolare, e si utilizzano spesso le tecniche di guerrilla photography ben descritte da Darren Browse in http://www.digital-photography-school.com/guerrilla-travel-photographer. Il grandangolare, tra l’ altro, ha il pregio di costringerci ad avvicinarci al soggetto, aiutando ad entrare nella scena.

Ed adesso vi lascio alle immagini di Aleppo, montate in sequenza video.

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1 thought on “La magia di Aleppo (prima della guerra)

  1. vincenzo pastore says:

    bellissime foto… complimenti!
    guardandole si ha veramente la possibilità di sentirsi proiettati il quei posti… con colori… rumori ….odori … e sapori
    vincenzo

    Rispondi

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