Ocrida, perla di lago

Bandiera macedone al vento

Innanzitutto, la bandiera macedone secondo me è una delle più belle che ci siano.
È un sole giallo in campo rosso.
Ad Ohrid (Ocrida in Italiano) due megabandiere macedoni sono visibili un po’ da ogni angolo. Una sorge proprio sulla sommità della collina della città vecchia, e l’ altra al limite del porto.

Panorama della città vecchia di Ocrida dal porto

Ohrid è una bella città antica, e sorge sulle rive del lago che porta il suo nome. Un lago enorme e profondo, che dicono sia il più antico d’ Europa, con un’ età di oltre un milione di anni. Entrambi,a la città ed il lago, sono inclusi nella lista dei patrimoni dell’ umanità dell’ UNESCO.

Patience - Pescatore sul lago di Ocrida

Se ci si ferma a fissare la bandiera macedone, ben presto il sole ed i raggi scompaiono e resta l’ impressione di un centro dal quale partono fasci luminosi diretti verso la periferia.
Questa interpretazione pseudopsichedelica è un po’ anche la metafora della città di Ohrid, che nel Medio Evo, era uno dei principali centri culturali e spirituali dell’ Europa slava. Il centro da cui partivano merci ed idee.
Da qui passava la via Egnatia, asse di comunicazione tra il Bosforo ed il Mediterraneo, incunabolo di meticciati culturali; quasi tutti gli scambi dell’ impero bizantino con l’ Occidente passavano lungo questa strada, gli stessi Crociati seppero sfruttarla per avvicinarsi ai loro luoghi di battaglia. Durante l’ età dei Bizantini e poi degli Ottomani, nel periodo di splendore di Ohrid, la via Egnazia era percorsa in entrambe le direzioni da mercanti, eserciti, semplici viandanti, predicatori, invasori, esploratori, migranti, fuggiaschi. E tutti passavano da qui, e qui compravano e vendevano qualcosa.

L' angolo del relax - Città vecchia di Ocrida

Il bazaar della città, lungo la strada che dalla pianura porta al lago, li accoglieva tutti, a tutti dava e da tutti prendeva. Oggi non ha più le dimensioni di una volta, ed è poco più di una strada commerciale pedonale, però un paio di casette in pietra poste alla sua estremità, i minareti e le cupole delle moschee e la folla dei momenti di punta ricordano quello che doveva essere il mercato di un tempo.

Cupola di chiesa bizantina

Isolate sopra il caos del mercato, immerse nel silenzio delle foreste, le chiese di Ohrid ospitavano viandanti di ogni tipo e di tanto in tanto ne trattenevano qualcuno.
Furono costruite praticamente tutte durante il periodo bizantino quando Ocrida divenne sede episcopale ed un importante centro culturale.

San Pantelejmon - Ocrida

Il presbitero Clemente, ad esempio, che era nato non lontano da qui ma che per tutta la vita aveva percorso la via Egnazia in entrambe le direzioni al seguito di Metodio.
Clementre decise infine di stabilirsi sul lago e dispensò i suoi insegnamenti negli anni ad oltre 3.500 discepoli, favorendo la diffusione dell’ alfabeto glagolitico e della sua successiva modernizzazione, il Cirillico.Alfabeto glagolitico

Noi romanocentrici non ne abbiamo mai sentito parlare, ma mentre l’ Impero romano ormai smembrato languiva tra bizantinismi e revanscismi francotedeschi, qui nasceva un alfabeto che avrebbe diffuso la cultura e la religione ortodossa fino agli Urali.
Non per niente, a quei tempi Ohrid era chiamata anche la Gerusalemme slava, terra di santi ed intellettuali.

Holy Mother of God Chelnichka - Ocrida

Disseminate tra i boschi di una collina alta e ripida, antiche chiese e monasteri si affacciano sul lago. Cosa c’è di più tranquillo e stimolante per la concentrazione di un lago. E mi sembra di vederli, quegli antichi monaci, seduti con la faccia verso il sole calante, trovare nel monotono alternarsi delle onde la concentrazione mistica necessaria ai loro scopi.

San Giovanni a Kaneo - Ocrida

Dicono che un tempo ad Ohrid, di chiese ce ne fossero 365 e certo non le ho contate ma se ne incontrano ogni tre passi, grandi e piccole, meglio e peggio conservate.
Le più piccole e suggestive sono quasi tutte chiuse. Per entrare bisogna chiedere le chiavi a qualcuno nelle case vicine. Se è in casa e se ha voglia di venire ad aprire.
Per le più grandi l’ingresso è a pagamento, e gli stranieri pagano il doppio dei Macedoni.

Basilica di Santa Sofia - Ocrida

Ma non ci sono solo santi ortodossi nella storia di Ohrid, anzi gli edifici della città vecchia, che avvolgono ed a volte sommergono le 365 chiese, sono un condensato della stratificazione storica di un agglomerato urbano che per cinquecento anni è stato Turco. Prima e dopo di loro, qui ci sono passati Normanni, Bulgari, Bizantini, Serbi, Greci, Albanesi. Quasi tutti hanno lasciato una traccia, ma sono stati soprattutto gli Ottomani ad aver lasciato case, moschee, tradizioni e la loro eredità genetica che si è trasmessa e meticciata negli anni, ma si è conservata. I minareti di Ohrid non sono monumenti ed il venerdì i muezzin si sentono chiari chiamare alla preghiera. E santi cristiani sono sepolti a pochi metri da tombe di notabili musulmani.

Antiche strade di Ocrida

Ma Ohrid non è solo storia ed eremiti sul lago. La città vecchia, abbarbicata sulla collina, conserva ancora le tradizionali strade in pietra a gradoni convergenti verso il centro, dove un canale permetteva lo scolo delle acque piovane. Antiche architetture si mischiano con case più moderne, mentre scendendo verso la riva del lago si fa sempre più invadente la presenza di negozi, bar e ristoranti ad uso dei turisti, che qui non sono pochi, soprattutto d’ estate. Dal piccolo porto della città, soprattutto all’ alba ed al tramonto si gode una splendida vista sulla collina e sulle sue vecchie case. Ma il panorama più bello, secondo me è quello che si può ammirare camminano per una mezz’ oretta fino a raggiungere il versante alto della collina che domina la chiesa di San Giovanni a Kaneo, un piccolo monastero bizantino. E’ qui che si capisce l’ essenza dell’ eremitaggio degli antichi monaci, immersi nella natura e nel silenzio ed al cospetto di un meraviglioso panorama fatto di lago, montagne e riflessi. Bisogna venirci al tramonto, qui, per ammirare gli ultimi raggi del sole perdersi dietro le montagne che segnano il confine tra Macedonia ed Albania.

San Giovanni a Kaneo al crepuscolo - Ocrida

E dopo il tramonto, seguire il vecchio sentiero, ben illuminato, per tornare verso le rive del lago e verso l’ animazione di cui da quissù non c’è traccia. Un percorso romantico, in parte lungo una passerella di legno proprio sul lago, attraverso l’ antico borgo di pescatori di Kaneo, fino a raggiungere nuovamente le mura della città vecchia e l’ animazione del centro.

Ocrida Blue hour

Città vecchia di Ocrida all' alba

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2 thoughts on “Ocrida, perla di lago

  1. Vincenzo says:

    Trasmette grandi emozioni e fa venire la voglia di partire…

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