Eger: vino, Barocco e storia

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Eger cityscape

La signora alla cassa dell’ ingresso del castello, prima stacca il biglietto ed incassa premurosamente i suoi fiorini, poi mi avvisa che gran parte dell’ area non è visitabile, perché ci sono dei lavori in corso.

Avresti potuto dirmelo prima” penso, ma entro lo stesso.

Il castello

Il castello di Eger non è solo un simbolo della città, ma della stessa Ungheria. L’ epopea della sfortunata resistenza ungherese all’ invasore infedele si incardina nella vasta e monotona piana di Mohács ed in questo castello sulla collina da dove si gode un bel panorama della città.

Eger: bella e (quasi) sconosciuta
Panorama di Eger dal castello

E’ mattina presto, sono uno dei primi visitatori. La notta è stata tranquilla e senza luna. Dopo i temporali di settembre, un odore di tempo che non è passato invano su questa città costruita proprio dove finisce la grande pianura. O dove iniziano le montagne. Dipende da dove si arriva.

Questi punti di vista diversi sono stati parte integrante della storia di Eger, perché il limite tra la grande pianura ed i rilievi è stato spesso un confine. Da difendere o conquistare.

Tramonto nella puszta
La storia

Di qui sono passati i nomadi centroasiatici che abbiamo chiamato Unni, alla ricerca di uno sbocco verso i ricchi pascoli della pianura magiara, la puszta. Nel Medio Evo gli ungheresi lo varcarono per espandersi verso Nord. Poi arrivarono le truppe ottomane.

L’ assedio di Eger è una famosa pagina di storia ungherese. Nel 1552, per un mese, duemila soldati ungheresi comandati da István Dobó, resistettero all’ assedio di un esercito di centomila uomini turchi. Alla fine gli aspiranti invasori tolsero l’ assedio. Ma tornarono 44 anni più tardi e stavolta non fallirono l’ impresa.

Minareto di Eger

Considerati tutti i divieti di accesso, il mio giro dura poco. Al termine mi avvio lungo il sentiero che fiancheggia i bastioni e torno verso il centro di Eger,  questa bella e (quasi) sconosciuta città dell’ Ungheria del nord. Man mano che ridiscendo il fianco della collina, si allontana dalla mia vista la cima del minareto, che dagli spalti del castello era quasi all’ altezza dei miei occhi.

I Turchi rimasero ad Eger per quasi un secolo, ed hanno lasciato tracce evidenti.  Dalle terme a questo minareto (il più settentrionale dell’ Impero Ottomano) che si alza incongruo in pieno centro, ormai orfano della sua moschea. Da qui , tre o quattro volte all’anno, parte ancora il canto del muezzin. Il controcanto arriva dalla chiesa di Sant’Antonio, quasi di fronte, dove un carillon segna le ore tre volte al giorno.

Eger: vino, Barocco e storia

Dobo Istvan ter Eger
Dobó István tér

La chiesa, detta anche dei Minoriti, è affiancata dal convento e dal palazzo comunale, e delimita il lato sudorientale della piazza principale del centro storico, Dobó István tér. Qui confluiscono le principali strade della città vecchia e tutta la bellezza del barocco della città.

Ma il moderno avanza ed anche qui i lavori di ristrutturazione sono terminati da poco. Hanno lasciato in eredità una nuova fontana, di quelle moderne, senza bordi. Un bordolese Miroir d’eau in sedicesimo in pratica.

Si può passeggiare tra i getti se non si ha paura di bagnarsi o se si è bravi ad attendere il  momento giusto in cui tutto si ferma.

Eger Fontana moderna di Dobo Istvan Ter

Al tramonto del secolo scorso, quando per la prima volta mi trovai ad Eger, ancora non c’ era. La vista sulla facciata barocca della chiesa dei Minoriti era interrotta solo dalla statua equestre dell’ eroico István Dobó.

Ma a parte la fontana, le differenze tra la prima e la seconda visita sono risultate essere poche. Questa è una città dove il tempo scorre piano.

Non ci credete?  Guardate queste due foto.

Centro storico di Eger Ungheria
Centro storico di Eger Ungheria

Ed ora ditemi, qual è stata scattata in questo secolo e quale nel secolo scorso?

Non è facile lo so, ma se siete curiosi, la risposta la trovate a fondo pagina.

Insomma, Eger è una piccola isola di storia ed architettura, troppo poco conosciuta rispetto alla sua bellezza. E c’è anche dell’ altro. Ne parleremo dopo.

Barocco esuberante nelle chiese, secoli di storia e di assedi nelle pietre del castello. I gialli delle facciate ed il grigio delle statue formano uno splendido contrasto per chi si avventura tra le stradine acciottolate della città vecchia che offrono il classico scenario per turisti, bar e negozi di souvenirs, ma mantengono il loro fascino antico ed un po’ ritroso, proprio perché i turisti non è che siano folle oceaniche.

Eger: vino, Barocco e storia

Eger Chiesa dei Minoriti e fontana moderna di Dobo Istvan Ter di notte

Al tramonto, poi, la malìa aumenta. La luce è perfetta e la fontana s’ illumina con i suoi giochi d’acqua.

Eger: vino, Barocco e storia

Prima di andar via, voglio procurarmi anche questa volta qualche bottiglia del vanto di Eger.

Eger è la patria del vino ungherese, eccezion fatta per il Tokaj, che è un discorso a parte.

La ragazza che lavora nel negozio dove entro mi lascia gironzolare per tutti gli angoli. Mi lascia montare il cavalletto e fotografare le varie tonalità di rosso dei vini in esposizione. Approva con un mezzo sorriso la mia scelta di etichette. Mentre aspetto lo scontrino della carta di credito, mi ricordo che c’è dell’ altro:  la Valle della bella donna.

La Valle della Bella Donna

Ora, nel leggere questo nome, due sono le cose che non dovete fare. La prima è pensare male. Non si tratta di un quartiere a luci rosse come il De Wallen di Amsterdam. La seconda cosa che non dovete azzardarvi a fare è pensare di poterla chiamare con il suo nome originale ungherese: Szépasszony-völgy, fate un po’ voi…

Naturalmente le leggende sulle origini di questo particolare nome abbondano. Alcuni parlano di una bella giovinetta che vendeva vino pregiato in una delle cantine. Altri di una bella e nobile signora del luogo. Nella mitologia ungherese Szép asszony (“Bella donna”) è un demone dai lunghi capelli, vestita di bianco, che compare danzando durante le tempeste di grandine e seduce i giovani uomini.

Secondo uno studioso del posto poi, Szép asszony era la dea di un’ antica religione. Una figura simile a Venere, dea dell’amore a cui venivano tributati sacrifici proprio in questo luogo.

Eger: vino, Barocco e storia

Il risultato della vendemmia. Eger. Valle delle belle donne Szépasszony-völgy

Nei giorni di vendemmia da qui sale verso la città un sentore di fresco e di uva pigiata. La Valle della bella donna è il cuore della produzione vinicola di Eger. Le vigne sono tutt’ attorno alla città, ma le cantine sono praticamente tutte qui, a sud ovest del centro ed è qui che si si concentra il raccolto. Arrivano in continuazione i trattori carichi di grappoli che verranno trasformati in mosto e resteranno ad invecchiare nelle cantine scavate direttamente nel tufo delle colline.

Il vino rosso di gran corpo chiamato Egri Bikaver che è un po’ il simbolo della città, si produce proprio qui. Ma nel corso degli anni la produzione si è ampliata e diversificata e sono comparsi anche i primi vini bianchi (Egri Csillag, Stella di Eger).

Eger: vino, Barocco e storia

Vendemmia ad Eger. Valle delle Belle Donne Szépasszony-völgy

In autunno l’ atmosfera nella valle è più indaffarata del solito, e se il rombo dei trattori non fa per voi, inforcate una bici oppure procuratevi un’ auto e guidate fuori città verso le colline che un tempo furono la protezione di Eger e contemporaneamente la sua maledizione e che  oggi sono una distesa di viti senza soluzione di continuità.

Il Grand Cru

Dirigetevi verso Nord-Est per pochi chilometri fino a raggiungere il territorio del Grand Cru del vino di Eger, il luogo dal quale provengono le migliori bottiglie di Egri Bikaver. Qui c’è spazio per lunghe passeggiate nel silenzio, circondati dai caldi colori dell’ autunno che contrastano con il porpora cupo dei grappoli.

Vigneti di Eger

Poi basta poco per immergersi ulteriormente nella Mitteleropa: due ore di auto o tre ore di treno e si arriva a Košice, la città che nacque al crocevia delle più importanti rotte commerciali dell’ Europa centrale post medievale, che oggi ospita tre università e dove sorge la chiesa gotica più ad Oriente di tutta Europa.

Ma noi siamo ancora a bere Egri Bikaver ad Eger. C’è tempo per il resto della storia.

Uva di Eger Egri Bikaver

P.S.: Aspettavate una risposta vero?

 La foto più vecchia, quella risalente al secolo scorso, è quella in alto.

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1 thought on “Eger: vino, Barocco e storia

  1. Karen Gough says:

    It’s great to see your beautiful photos again! Our family went to South Africa last June. You can see my blogs about the trip at The Footloose Scribbler under the South Africa category. My son took many of the wildlife photos.

    Rispondi

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