La storia di Herr Fritz e del suo triciclo rosso

Home » My blogs » Viaggi » Europa » Germania » La storia di Herr Fritz e del suo triciclo rosso
Hanseat Tempo in Neumarkt Dresda - Herr Fritz ed il triciclo rosso

Dresda.

In un angolo della Piazza del Mercato nuovo, incastonato fra la ricostruzione barocca della Frauenkirche e l’ imponenza realsocialista del Palazzo della Cultura, semicoperto (ma anche protetto) dalla recinzione di un cantiere edile, se ne sta da tempo (lo riuscite a distinguere anche su Google Maps) un furgoncino rosso a tre ruote di chiara estrazione DDR. Ha enormi scritte bianche che rimandano ai tempi in cui gli Schnellimbiss erano un punto di ritrovo comune in tutta la Germania, da entrambi i lati del Muro e della Cortina di Ferro. Klein und fein, ovvero piccolo e buono, c’è scritto.

Un’ anteprima storica dei fast food che avrebbero invaso le nostre strade (ed anche quelle di Dresda) decenni più tardi.

Il proprietario del triciclo è il signor Fritz Skarbovskis, un tizio che si fa chiamare “Gastromobilista”. Un arzillo settantenne dalla lunga barba bianca, nato alla fine della Guerra e dunque cresciuto nella DDR.

In gioventù Herr Fritz imparò a costruire aeroplani. Poi si occupò dell’ organizzazione di eventi culturali. All’ inizio degli anni ’80 sentì la vocazione dell’ arte e si fece vasaio. La riunificazione non gli portò fortuna, la produzione di vasi fu sospesa e già con qualche anno sul groppone fu costretto ad inventarsi un nuovo lavoro per sbarcare il lunario. Allora divenne ristoratore, anzi – come dicevamo prima – Gastromobilista. La sua precedente esperienza di meccanico di aeroplani gli permise di procedere al restauro del triciclo rosso. Lo trasformò da mezzo di trasporto in miniristorante, o – come si diceva una volta in tedesco – Schnellimbiss.

L’ attività è andata avanti per decenni, ma ha dovuto interrompersi per cause del tutto naturali: l’ incessante fluire del tempo. Herr Fritz non è sopravvissuto ad una delicata operazione, ed ha abbandonato questo mondo nel 2016.

Hanseat Tempo in Neumarkt Dresda

Ma le immagini di Google Maps ci mostrano che ancora nel 2021, nella piazza più centrale di Dresda faceva ancora bella mostra di sé la parte per me più sorprendente di tutta questa bella storia: il triciclo DDR dalle finiture cromate ed i particolari un po’ grossolani.

Mi sono fatto un giro su Internet per saperne di più ed ho scoperto che non è per niente un veicolo socialista! Si tratta di un Tempo Hanseat costruito nella Germania Ovest del tempo, per la precisione ad Harburg, un sobborgo di Amburgo, dalla Vidal & Sohn Tempo-Werk GmbH.

La Germania di oggi non ha niente a che vedere con la Germania dei primi anni Cinquanta. Quella era una nazione  divisa in due, che veniva dalla devastazione totale della guerra, totalmente impoverita e scarsamente sviluppata.

Il Tempo ebbe un ruolo determinante nella motorizzazione di basso livello, i mezzi di trasporto utilizzati dai contadini, dai commercianti ambulanti. Era un triciclo che poteva essere guidato anche senza patente, con ruota motrice anteriore, motore due tempi di 197 cc e 15 cavalli di potenza. Un po’ pochini? Sempre meglio dell’ unico cavallo (vivente) attaccato al carretto!

La capacità di carico era di 500 chili, non male in relazione alla motorizzazione. Costava 2390 marchi, più o meno quanto nove stipendi ai valori medi dell’ epoca.

A qualcuno di voi questo triciclo ricorda qualcosa? Ma certo, quante somiglianze con l’ Ape Piaggio! Però anche quante differenze. Innanzitutto, nel 1950 l ‘ Ape Piaggio era ancora un mezzo scoperto, praticamente una vespa con un carrello attaccato dietro. La versione con cabina arriverà soltanto nel 1956, con motore due tempi di 150 cc . Costava 170mila lire, circa sei mesi dello stipendio medio dell’ epoca. Aveva le ruote piccole e la trasmissione sulle due ruote posteriori, e poteva trasportare un carico massimo di 350 chili. Insomma ancora una volta i Tedeschi ci hanno battuto sulla potenza e sulla resistenza del mezzo meccanico, ma non sulla sua longevità. Perché il Tempo Hanseat uscì di produzione nel 1956, mentre l’ Ape Piaggio ancora viene sfornato dalle catene di montaggio.

Hanseat Tenpo in Neumarkt Dresda

Ti è piaciuto? Ti andrebbe di leggere ancora le mie storie di viaggio e fotografia?
Perché non ti iscrivi alla mia newsletter?
Ne riceverai una solo quando pubblicherò un nuovo articolo ed i tuoi dati non verranno mai comunicati a terzi!
Se invece vuoi continuare a goderti belle foto di viaggio, usa il menu in alto e fai un giro per il mio sito!
Sapevi che puoi spedire gratis tutte le e-card che vuoi? Scegli le foto che ti piacciono di più e poi clicca sul bottone E-Card in basso a destra per spedirle a chi vuoi. E’ semplice ed è gratis!

2 thoughts on “La storia di Herr Fritz e del suo triciclo rosso

  1. Lucio Napodano says:

    I’ purtavo ‘o Trerrote, o Trerrote r’a Piaggio…

    Rispondi
  2. Carlo says:

    beliissimo! l’estetica del socialismo reale ha sempre avuto un fascino particolare tutto suo!

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.