Quattro passi per Procida

Quattro passi per Procida

Procida è l’ isola più piccola e misconosciuta dell’ arcipelago partenopeo, ma non è certamente meno bella ed interessante delle più famose Ischia e Capri; anzi offre spunti fotografici assai interessanti, grazie alla sua conformazione, alla relativa mancanza di affollamento ed alle sue peculiari caratteristiche, come ad esempio i giardini che nella stagione giusta sono pieni di fiori, limoni ed arance.

Volendo programmare un fototour a Procida, meglio scegliere dei giorni di primavera o autunno, quando la luce è migliore grazie alla minore altezza del sole sull’ orizzonte, e c’è poca gente in giro per le strettissime strade; sarà più facile scegliere l’ inquadratura preferita e piazzare il cavalletto nel posto giusto, senza essere travolti da orde di turisti.

C’ è  un altro fattore da tenere in considerazione: Procida è un’ isola piccola, più piccola anche di Capri, la si può girare tutta a piedi in un giorno, a patto di avere un minimo di predisposizione alle lunghe passeggiate. Ma se non vogliamo affaticare troppo i nostri piedi e vogliamo sfruttare le migliori opportunità offerte dalla luce, dobbiamo programmare di trascorrervi almeno un fine settimana.

Nel preparare l’ attrezzatura che porteremo con noi, teniamo presente i chilometri a piedi che ci aspettano, conditi da almeno una salita bella ripida. A meno che non siamo interessati a primissimi piani di gabbiani ed altri volatili, meglio lasciare a casa i tele più lunghi (e pesanti); un grandangolare ed un medio tele saranno sufficienti, conditi da un polarizzatore e dagli altri vostri filtri preferiti. Il cavalletto è sempre utile.

I traghetti per Procida salpano da Napoli e da Pozzuoli, ma in ogni caso attraccano al porto principale dell’ isola, che vi accoglierà immediatamente con la vista del suo centro abitato principale: una quinta molto scenografica di case dipinte in colori pastello, che offre il meglio di sé nei momenti estremi della giornata e soprattutto al sorgere del sole, quando le acque calme del porto riflettono gli edifici appena illuminati dalla luce calda dell’ alba. Al tramonto la luce è ugualmente bella, ma il Maestrale increspa il mare ed i riflessi scompaiono, mentre durante tutto l’ arco della giornata, le facciate degli edifici che affacciano sul porto sono per gran parte del tempo in controluce ed in ombra.

Sbarchiamo e prepariamoci al nostro giro, che effettueremo in senso orario attorno al perimetro dell’ isola. Incamminiamoci dunque con il mare alla nostra sinistra e passiamo dal vecchio porto che ospita traghetti e pescherecci al nuovo Marina, affollatissimo in estate. Alla nostra destra, le case multicolori dell’ isola, e la chiesa di Santa Maria della Pietà, in posizione molto particolare, al limitare della banchina, praticamente affacciata sul mare.

Seguiamo le indicazioni turistiche per Terra Murata. Ci accoglierà quasi immediatamente una salita, ma consoliamoci pensando che in fondo è l’ unica dell’ isola e poi facciamoci distrarre dalle strade  strette ed acciottolate, dagli angoli nascosti e pittoreschi, dalle caratteristiche insegne dei negozi che sembrano non aver alcun sentore delle mode che passano e dei nuovi grafici che vengono alla ribalta.

Lasciamoci affascinare da ciò che ci circonda ed iniziamo a scattare, dimenticando la fatica ed il sudore, finché – raggiunta Piazza dei Martiri – svolteremo a sinistra e con un’ ultima arrampicata ci ritroveremo al cospetto del più spettacolare panorama di Procida: il Belvedere dei due cannoni: una vista superba, un assaggio di tutto ciò che ci regalerà l’ isola durante la nostra passeggiata. In fondo, i due promontori di Punta Solchiaro e Punta Pizzaco, che si allungano nel mare come dita di una mano; poi una lunga e stretta spiaggia di sabbia nera a ricordarci la natura vulcanica di Procida, ed infine – proprio sotto di noi – l’ incanto policromatico di Marina della Corricella, antico borgo di pescatori, con le case strette tra il mare ed il fianco della collina, addossate le une sulle altre; ogni edificio un colore diverso, ed in cima a tutto, quasi sotto i nostri piedi, la cupola gialla e grigia della Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Marina della Corricella dal belvedere dei cannoni, Procida

Il momento migliore per fotografare dal Belvedere dei due cannoni è a prima mattina, quando avremo il sole alle spalle che lentamente sorge ed illumina la baia ed il borgo della Corricella, ravvivando i colori delle facciate delle case e delle barche.

Quando riusciremo a distogliere lo sguardo da tutte queste meraviglie, noteremo alle nostre spalle un enorme bastione quasi privo di aperture, ad eccezione della cosiddetta Porta di Ferro, unico accesso al quartiere di Terra Murata. Questo è l’ originario nucleo urbano dell’ isola, posto sul suo punto più alto e quindi più facilmente difendibile dagli assalti dei pirati saraceni. L’ originaria struttura viaria fu profondamente mutata nel XVI secolo, quando furono edificate le mura di cinta, fu spianata una vasta area della collina per realizzare una piazza d’ armi e fu realizzato il Palazzo Reale, successivamente convertito in carcere. Il penitenziario è rimasto attivo fino al 1988. Completamente abbandonato dopo la sua chiusura, versa ormai in stato di abbandono e degrado, ma le finestre a picco sul mare, ancora chiuse da pesanti grate di ferro, fanno capire quale splendida vista si offrisse ogni giorno ai suoi ospiti, quasi una pena accessoria per far rimpiangere maggiormente la perduta libertà.

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Intorno alla piazza d’ armi troviamo ciò che resta del borgo originario, un susseguirsi di stretti passaggi sui quali si affacciano porte, scale, finestre ed archi: la tipica architettura spontanea procidana fatta di case basse, con due, massimo tre piani sfalsati tra di loro, scale d’ accesso esterne ed archi per dare riparo ai locali a livello strada che spesso erano adibiti a bottega, o laboratorio artigiano, o anche deposito. Qui la luce filtra tra le strette aperture e crea forti contrasti; la tranquillità dei luoghi aiuta però il fotografo a trovare la giusta concentrazione per ricercare il miglior punto di ripresa e le migliori impostazioni. Continuando ad aggirarsi per il borgo ci imbatteremo anche nel convento di Santa Margherita, scenograficamente a picco sul mare; per costruirlo fu necessario realizzare un enorme complesso di piloni sormontati da archi che sono ancora visibili dal mare a chi naviga verso gli approdi della Corricella o della Chiaiolella. Terra Murata ospita anche l’ Abbazia di San Michele ed il Conservatorio delle Orfane, sulla cui sinistra si apre il belvedere di Via Borgo, con splendida vista su Napoli e il suo golfo, dominato dal cono vulcanico del Vesuvio.

Moralmente e fisicamente rinfrancati dal termine della salita e dalle belle foto già scattate, ritorniamo sui nostri passi fino a Piazza dei Martiri ed imbocchiamo poi il sentiero a gradoni che ci porterà verso il gioiello di Procida, la multicolore Marina della Corricella. Non appena imbocchiamola Gradinata del Pennino, il viottolo in discesa ci introduce in un altro mondo, circondati da mura di edifici dipinti in colori pastello che proiettano ombre lunghe e profonde dietro le quali si nascondono angoli inaspettati, passaggi coperti da volte, scale esterne che conducono ai piani superiori.

Giallo, rosa, verde, azzurro, rosso: i particolari colori delle case della Corricella non sono lì solo per motivi estetici; un tempo, infatti, gli uomini di mare di ritorno da lunghi viaggi, riconoscevano la loro abitazione a miglia di distanza, grazie anche al suo colore che la distingueva dalle altre vicine.

Corricella harbour view, Procida

Scegliamo un percorso a caso, in breve ci ritroveremo comunque a pelo dell’ acqua, sul porto che fu realizzato nel diciassettesimo secolo; se dall’ alto la Corricella è un meraviglioso scenario fotografico, esplorare  il borgo significa trovarsi a contatto con una continua fonte d’ ispirazione fotografica: case multicolori addossate una accanto all’ altra, una sopra l’ altra, archi, balconi, scale, finestre, gradinate, ombre, colori, scorci di mare, imbarcazioni, reti da pesca e tra tutto ciò fremono le attività lavorative di pescatori, ristoratori, ormeggiatori, casalinghe. Ma che questo fosse l’ angolo più bello di Procida, lo avevano capito già i primi abitanti dell’ isola; il nome “Corricella” infatti, deriva dalle parole greche chora kalè che significano “bella contrada”.

Per le sue caratteristiche straordinarie, quasi uniche, la Corricella è stata usata come set per numerosi film, ma quello che è rimasto maggiormente impresso nell’ immaginario popolare “Il Postino”, del quale sentirete ancora parlare se vi intratterrete a parlare con i pescatori, soprattutto se lo farete seduti sotto gli ombrelloni del bar che fece da sfondo alle scene principali, e che da allora ha preso il nome dal film ed espone memorabilia  del set, compresa la bicicletta nera sulla quale Troisi andava in giro a consegnare lettere ed esplorare anime.

In questo borgo dove spesso sembra che il tempo si sia fermato, ci si può fermare per quanto tempo si desidera: si scoprirà sempre un angolo nuovo, un profumo che prima non ci aveva sfiorato le narici, un abitante disposto a raccontare aneddoti di mare e pesca. Me se riusciamo a non dimenticarci di essere venuti qui anche per fotografare, teniamo presente che il borgo si sviluppa approssimativamente lungo un’ asse Est – Ovest ed offre quindi condizioni di luce perfette all’ alba ed al tramonto. Inoltre, esistono due punti di osservazione perfetti per sfruttare al meglio queste luci: uno è il belvedere dei due cannoni che già conosciamo e che dà le spalle al sole nascente; dall’ altro lato un secondo belvedere è facilmente raggiungibile risalendo la cosiddetta gradinata scura che si trova all’ estremità occidentale della banchina; una volta in cima svoltiamo a destra e dopo solo pochi metri raggiungeremo un terrazzo affacciato sul mare e solitamente assediato dalle auto in sosta ma che offre abbastanza spazio per montare il cavalletto e scegliere l’ inquadratura preferita.

Abbandonata anchela Corricella, proseguiamo la nostra passeggiata lungo la strada che abbiamo raggiunto risalendo la gradinata scura: teniamo il mare sempre sulla nostra sinistra ed abbandoniamo lentamente il centro abitato ammirandone le chiese e le ville Seicentesche, avviandoci verso il regno della Natura: limoni, arance, mandarini, fiori e mare.

Prima di giungere al sentiero che conduce a Punta Pizzico ci godremo un altro splendido panorama da un belvedere elevato dal quale si evince chiaramente la  natura vulcanica dell’ isola ed il perimetro dei crateri spaccati ed invasi dalle acque del mare. Potremo poi ammirare anche i fantastici frutteti dei cosiddetti Giardini di Elsa dove Elsa Morante trovò l’ ispirazione per  l‘ Isola di Arturo, ambientato proprio a Procida. Oggi questa è la sede del parco letterario intitolato alla scrittrice.

Il silenzio totale che ormai ci avvolge, ci accompagnerà per i prossimi chilometri di passeggiata lungo un sentiero che ci porterà a Punta Pizzaco ed a Punta Solchiaro per poi ricondurci al livello del mare al borgo della Chiaiolella, porto naturale di grande bellezza all’ interno del quale è stato realizzato un moderno Marina, il secondo dell’ isola. Il nucleo abitato della Chiaiolella è meno scenografico rispetto alla Corricella e si sviluppa in pianura, ma spostandoci verso l’ interno scopriremo la chiesa dipinta di rosa ed altri suggestivi scorci urbani, mentre dal lato del mare una stretta spiaggia di sabbia nera guarda verso l’ isolotto di Vivara (un’ oasi ornitologica off limits purtroppo da anni) ed è fiancheggiata da stabilimenti balneari dai colori sgargianti; sul mare si stagliano i piccoli Faraglioni di Procida.

Da qui alla nostra prossima meta c’è un bel tratto di strada e magari i nostri piedi stanchi si sentiranno attratti dall’ idea di un tratto in bus: il capolinea è all’ inizio de lungomare e bisognerà chiedere all’ autista di indicarci la fermata giusta per raggiungere il cimitero. Al momento opportuno scenderemo dal mezzo e ci avvieremo lungo una rotabile che ci condurrà a Punta Pioppeto, che dalla metà del diciannovesimo secolo ospita il faro di Procida, altro punto fotografico scenografico affacciato sul mare aperto. Continuiamo tra vigneti e frutteti e raggiungeremo infine il cimitero. A dispetto della nostra “originale” destinazione, ci stiamo avvicinando ad un altro splendido scenario naturale: uno stretto viottolo, infatti, costeggia il muro perimetrale del camposanto e porta alla Spiaggia del Pozzo Vecchio, racchiusa in una scenografica insenatura dove il blu ed il verde dell’ acqua si fondono con i colori dorati della sabbia.

Siamo ormai quasi al termine del nostro lungo giro; proseguendo la nostra circumnavigazione dell’ isola in senso orario, ci avviciniamo al centro urbano principale, e le abitazioni si fanno sempre più fitte. Non dobbiamo però farci sfuggire la traversa di via Faro che in poche centinaia di metri ci farà attraversare un altro angolo caratteristico e pittoresco dell’ isola, dove sorgono numerosi alberghi e bed and breakfast e ci porterà al belvedere del vecchio faro, del quale rimangono solo pochi ruderi appena visibili attraverso la fitta vegetazione. Ma se si seguono le scalette scavate nella roccia si raggiungerà un punto dal quale il faro si staglia nettamente contro l’ azzurro del mare, con l’ abitato di Monte di Procida a dominare il panorama dall’ altro lato del canale, sulla terraferma continentale.

Ormai la nostra passeggiata è finita, abbiamo raggiunto le prime case del nucleo urbano principale e già scorgiamo dietro un angolo le banchine del porto, quelle dal quale il nostro giro era iniziato appena sbarcati dal traghetto. Ma se le nostre gambe ce la fanno ancora, continuiamo a girare senza una meta precisa lungo le strade del nucleo urbano ed ancora una volta non rimarremo delusi: Procida prima di salutarci farà di tutto per confermarci di essere un paradiso per il fotografo in cerca di belle immagini.

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6 thoughts on “Quattro passi per Procida

  1. Elena says:

    Arrivo un po’ fuori tempo massimo ma ci tenevo a dirti che sono delle belissime foto. Sono stata a Procida nell’ottobre scorso, ne ho parlato nel mio blog, e l’ho trovato un posto davvero affascinante, più autentico di Capri, meno affollato e quindi più nelle mie corde di viaggiatrice fuori dai “luoghi” comuni.

    Rispondi
    1. Photos On The Road says:

      Oh, ho letto dei tuoi tours campani! Concordo con te, Procida è un luogo affascinante…a patto di non andarci ad agosto! Grazie per i complimenti, che contraccambio per il tuo bel blog.

      Rispondi
  2. nico says:

    Ciao, sono rimasto sbalordito dalle tue foto e soprattutto da quelle fatte nella mia isola, procida. Ti volevo proporre una collaborazione, con il portale che sto per lanciare visitprocida.it

    Rispondi
    1. Photos On The Road says:

      Buongiorno, e grazie dei complimenti.
      Scrivimi pure via mail per farmi conoscere i dettagli della tua proposta di collaborazione.
      Saluti

      Giuseppe

      Rispondi
  3. kazmisahib says:

    Your Photography is OH MY GOD….. and the places you are living and travellingare my dreams and I will be there soon to capture the beauty of these paradises on earth.
    Thank you so much for sharing such great experience.

    best regards

    Kazmi
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