Il Circolo di Conversazione, una scheggia di Inghilterra in Sicilia Meridionale

Circolo di Conversazione esterno notte Ragusa Ibla

Esiste un posto al mondo, esclusivo ed inaccessibile. Un posto al mondo per il quale farei pazzie.

Il Circolo di Conversazione di Ragusa è stato costruito nel 1805, quando quattro tra le più notabili famiglie di Ragusa Ibla decisero di regalarsi un posto dove riunirsi e conversare, appunto, lontani ed isolati dal resto dei popolani.

E’ un edificio ad un solo piano in stile neoclassico, praticamente disadorno – nonostante le sue colonne e bassorilievi – a confronto del magnifico barocco che lo circonda.

Circolo di Conversazione Ragusa Ibla esterno notte con duomo

Ma non è la struttura del fabbricato ad essere interessante, piuttosto ciò che la muratura nasconde, e cioè le circonvoluzioni (queste sì barocche!) delle relazioni sociali al suo interno.

Gesualdo Bufalino, che nacque e visse e pochi chilometri da Ragusa, ricorda bene il tipico circolo di conversazione siciliano del XIX secolo:

«con soffitti dipinti, con poltrone molto morbide e stecche di biliardo appoggiate alle pareti, era un luogo teatrale per eccellenza […].  Brancati ne parla male perché ci sentiva, com’era logico per un giovane che aspirava a immettersi nelle correnti più vive della cultura contemporanea, la palude, la noia, lo stagno della provincia, e anche la noia del fascismo[…]. Fermo restando tutto ciò, questi circoli ne risultano sempre in qualche modo calunniati, perché se ne tace l’elemento positivo e cioè la loro vera natura scenica e creativa. Il siciliano è per sua indole un mimo vivente, tutto in lui, gesto, parola, silenzi, respira teatro. Sicché in luoghi come quelli, in cui ci si radunava in tanti a chiacchierare, la chiacchiera faceva presto a diventare conversazione teatrale […] Ognuno, cioè, rappresentava un personaggio agli occhi degli altri. Non è escluso che Pirandello, proprio dalla sua giovanile frequentazione dei circoli agrigentini, abbia tratto in qualche modo ispirazione a pensare gli uomini come pupi, ognuno con le tre corde, pazza, savia e civile, dentro di sé. Poiché in quei circoli chiunque avesse una certa qualità veniva immediatamente assunto a rappresentarla simbolicamente e costruito e rielaborato in personaggio eccessivo, adeguandosi lui stesso, più o meno volentieri, alla maschera imposta. Moltiplicando l’operazione per tutti i membri della comunità, ne veniva l’instaurarsi d’una fitta rete di giochi di scena, al servizio d’un copione inesauribile, d’un’interminabile commedia dell’arte. » (da un’intervista a cura di Tania Dimartino).

Le mura esterne lilla nascondono la grande sala interna dalle pareti ricoperte di damaschi rossi, pavimenti di marmo, un grande lampadario in rame, una specchiera ad ogni parete e quattro lunghi divani rossi: uno per ognuna delle famiglie fondatrici.

Circolo di Conversazione Ragusa Ibla facciata notte

La grande sala si riesce a vedere anche dall’ esterno, sbirciando dalle vetrate che danno sulla piazza.

Dentro puoi immaginarci che si aggirino ancora le ombre dei personaggi gattopardiani.

Ma, a parte le ombre, che immagino solo io, la sala è tutto ciò che si può indovinare del circolo, perché di entrarci, neanche a pensarci. Un club inglese incastonato nella Sicilia meridionale mantiene l’ esclusività e la riservatezza del suo modello.

A meno di non avere un colpo di fortuna ed incontrare un membro disposto a farti entrare come suo ospite!

Circolo di Conversazione Ragusa Ibla interno

Ecco allora la grande sala rossa, che – vista da vicino – è ancor più opulenta ed accogliente; si scorge anche la sagoma del meccanismo idraulico che permetteva di sollevare una piccola porzione del tetto, per permettere la fuoriuscita del fumo. All’ epoca della costruzione del circolo, mica era vietato fumare nei locali pubblici.

C’e’ poi la sala di lettura con tavoli, quotidiani e libri; sale per il gioco delle carte e del biliardo; un giardino interno ombroso e profumato di zagare, dove continuare le proprie letture o le conversazioni.

Esclusività, raccoglimento e pace. Mi piacerebbe tanto essere membro di questo club.

Immagino giornate trascorse a leggere e progettare viaggi, scambiare qualche chiacchiera con gli altri membri, farsi servire in giardino il rinfresco preferito mentre fuori si spande l’ eterna primavera della Sicilia meridionale.

Immagino profumi di agrumi e cannoli serviti su vassoi d’ argento.

Magari la realtà è diversa, ma immaginare non costa niente.

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